Un sogno chiamato Supernatural


Il sogno o incubo, a seconda dei punti di vista, comincia nel lontano settembre del 2005. Si chiama Supernatural ed è una serie televisiva americana che ha come protagonisti due fratelli e una mitologia tutta da scoprire. Ma non è di questo che voglio parlare in questo post. Dal 22 al 25 maggio di quest'anno si è svolta la quarta Convention Jus in Bello a Roma, nel nostro Paese, dove attori e fans si sono incontrati in un fine settimana ricco di emozioni e sensazioni che, ogni anno, sono sempre diverse. Come si può comprendere, vi ho partecipato anche io; ecco il mio resoconto.

Si parte giovedì mattina, maglietta a maniche corte, trolley e una capigliatura nuova mi accompagnano nel caldo afoso della stazione di Brignole, a Genova. Solo un filo di vento mi salva dal soffocare dai raggi del sole che, per essere le 8 e 30 del mattino, fanno già sudare. O si tratta solo di emozione? Non lo saprò mai. Alle 9 è ora di salire sul treno e di partire. Non vi racconterò del viaggio, vi basti sapere che le canzoni contenute nell'mp3 mi hanno tenuta compagnia per tutte le cinque ore previste, più l'ora di ritardo. Giunta a Termini, due amiche, con cui condivido questa passione da anni, mi accolgono. Vederle è sempre un bellissimo effetto, ma questa è un'altra storia... il tempo di mangiare un boccone, dirigersi all'Hilton di Fiumicino (location della convention) e il pass è mio. Un demon pass, il terzo della categoria, che mi consente di entrare nella sala dei panel a godermi l'atmosfera generale. Da qui, tutto cambia e la realtà smette di esistere, catapultandomi in un mondo a parte.

Descrivere i giorni della convention non è mai facile, ogni anno le emozioni e le sensazioni che provo sono sempre differenti, ineguagliabili. Tra panel, sessioni di autografi e photo op, mi sono semplicemente lasciata travolgere dagli eventi. Ma partiamo dai protagonisti e qui, mi dispiace per i lettori, ma solo chi segue questo show da anni, saprà di che cosa parlo. Lo so, lo so, è un post molto diverso, ma anche questo fa parte di ciò che sono e ho voglia di condividere con tutti voi come mi sono sentita al di fuori della quotidianità. I panel non li racconterò, su YouTube potete trovare le versioni integrali di tutti, mi limiterò a dirvi ciò che è accaduto a me. 



Jensen è un vero sadico. I suoi panel sono stati molto divertenti, ma anche terrificanti e chi ha visto la season finale sa di che cosa parlo. Meraviglioso anche il momento del suo autografo: i miei complimenti per la recitazione e la sua risata-ghigno-sfottò che mi prende alla sprovvista, seguita da un "thank you" e un sorriso che mi ha sciolta. Sadico. L'ho già scritto che è sadico?
Jared. Solo lui può riuscire a farsi slogare una spalla da un omino che è la metà di lui. Osric is a killer. Eh, già! La J2? Non fatemene parlare. Sapete che non me ne sono neppure accorta? Il caldo, la folla e un abbigliamento forse troppo pesante mi hanno mandata in tilt, facendomi sentire male fisicamente nel momento meno opportuno. Tanto che non vedevo l'ora di uscire da quella stanza che, in quell'istante, mi sembrava così stretta da farmi soffocare. Non ho mai odiato essere donna così tanto. Poco importa, il pomeriggio e il giorno seguente me li sono goduti come non mai.
Gli altri attori, che dire. Misha è sempre Misha, non cambierà mai, credo e a me, personalmente, piace così. Mark ha un fascino particolare, mi ha fatto ricredere parecchio. Gli ho ricordato Leverage come fan e mi è sembrato sorpreso, forse perché in Italia non ha avuto molto successo ed è stato cancellato anche nel territorio americano dopo cinque stagioni, ma ehi, io lo adoravo e sono ancora in "lutto" per la perdita!
E vogliamo parlare di Matt? Matt che ha fatto impazzire l'intero staff della Convention. Matt che andava e veniva dove e quando gli pareva. Matt che sfugge alla sicurezza, facendo arrabbiare l'addetto che gli ha urlato, in italiano per la disperazione "Matt, dove c***o vai?" E di Tamoh vogliamo parlarne? Rude e serioso al primo impatto, è stato magnifico, così come Osric che, nonostante abbia abbattuto il gigante Jared, la sua giovane età è venuta fuori, facendomi provare tenerezza.
La sorpresa più grande, poi, è arrivata da Richard. Il sorriso e l'abbraccio di quest'uomo sono indimenticabili.



E come culmine, è arrivato il concerto al Jailbreak il lunedì sera. Con un Jason Manns e un Rob Benedict, accompagnati da Richard e dalle incursioni pazze e scatenate di Matt. Semplicemente magnifico. Adoro la voce di Jason, quell'uomo mi fa sognare ed emozionare anche a occhi chiusi, ragione per cui, al prossimo concerto non mancherò per nessuna ragione al mondo.

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