It's Halloween Time!


Breve apparizione sul blog per augurarvi un buon Halloween! Chi conosce le origini della festività sa che questa è una giornata molto sentita nella nostra cultura. O per lo meno, io la sento in modo particolare.

Io ho deciso di passare la serata di Halloween a casa, in compagnia del piumone e di un buon budino al cioccolato. In sottofondo ci sarà la seconda stagione di Stranger Things e un rpg horror. Come sapete, sono una pantofolaia e questa è la mia serata perfetta. Voi come festeggerete?

Vita da Nerd: gemellaggio con il Telefilm Addicted Forum

Le serie tv sono una delle mie passioni, insieme ai libri. Ormai lo sapete, divoro episodi ogni sera per vivere avventure fantastiche e dense di emozioni. Conosco personaggi strani e affascinanti ma anche parecchio irritanti. Insomma, quelle due/tre ore al giorno dedicate alle serie tv mi fanno sognare e pensare poi alla realtà con il sorriso, perché tutti possono avere il loro "lieto inizio", basta saper cogliere la magia nel mondo: un'alba, un tramonto, un sorriso. Dobbiamo essere grati di ciò che abbiamo e combattere per quello che desideriamo.

Vita da Telefilm Addicted


Lo so, come al solito passo da un discorso all'altro, ma è così che funzionano questo genere di post. Li scrivo di getto, seguendo le dita che battono feroci sulla tastiera. Mi perdo tra i pensieri e butto giù tutto quello che mi viene in mente. Poi lo aggiusterò. Forse.

Rientrando in argomento, oggi sono qui per annunciarvi un gemellaggio che Le Storie Infinite di Tibi ha stretto con il Telefilm Addicted. Parliamo di un forum a iscrizione gratuita che si basa sulla piattaforma ForumFree. Un forum pieno di notizie e utenti, uno staff gentile e simpatico, sempre pronto a tirare fuori dal cilindro un sacco di novità telefilmesche (sì, passatemi il termine) ed eventi a tema.
Questo mese, per esempio, è dedicato alla serie The Defenders e ad Halloween. C'è una lotteria aperta e topic dedicati a cui poter rispondere.

E a proposito di Halloween, da mercoledì partono sul forum un sacco di articoli tematici. Mercoledì pomeriggio farò uscire sul blog la recensione di una serie tv, horror d'eccellenza, Stranger Things, che gli amanti di Stephen King sapranno apprezzare particolarmente.

Detto questo, per oggi vi saluto e ci rileggiamo mercoledì!
Tibi

Comfort zone, adesso basta! Come uscirne in 5 passaggi

We all get used to our own personas, and we’re used to our own comfort zones, but, trust me, in order to live, we must keep daring. Cit. by Catherine Grant - Supergirl
cat gran supergirl comfort zone
Fonte immagine: Screen Rant
Questo è il primo articolo di una rubrica. Sì, la costanza sul blog non è sempre stata il mio forte ma ho preso la decisione di far crescere questo posticino. Deve diventare grande. Perché io per prima mi sono adagiata sulla mia comfort zone a causa della paura di crescere e, forse, anche di riuscire a fare qualcosa di buono.

Alla meravigliosa soglia dei 31 anni sono cresciuta. E ho deciso di fare un salto oltre la mia comfort zone. Voglio raggiungere i miei obiettivi e realizzare i miei sogni. E come posso farlo se non ci provo davvero? Intanto, però, ho ripreso a scrivere. E non è poco.

L’articolo nasce un po’ per caso. Tutta colpa di Supergirl e di uno dei personaggi iconici della serie: Cat Grant. Se non la conoscete, guardatevi immediatamente la serie, merita anche solo per lei. La mitica Calista Flockhart è sempre simbolo di professionalità, sin da Ally McBeal ci ha regalato immense emozioni e perle di saggezza da far invidia a Mary Margaret di Once Upon a Time. No, da brava telefilm addicted proprio non potevo esimermi dal citare anche la splendida Biancaneve che di perle di questo tipo ne ha sfornate a dozzine. Ma non è lei la protagonista dell’articolo di oggi e io sto, letteralmente, perdendo il filo del discorso e andando un po’ a casaccio. È normale? Sì, lo è. È il classico esempio di chi dalla comfort zone non ne vuole sapere di uscire e si rintana in voli pindarici e frasi senza né capo né coda.

Ma voglio cambiare, no? E allora è il momento di darsi da fare. Facciamo un passo indietro e partiamo dall'inizio. Perché questo articolo? Dove voglio andare a parare?

Come accennato nel primo paragrafo, si tratta del primo di una eterna, si spera, rubrica basata sull’incrocio tra la psicologia e le serie tv. Ossia, che cosa ci insegnano i telefilm? Cosa possiamo imparare e mettere in pratica nella vita di tutti i giorni? Oggi voglio iniziare proprio con la frase che mi ha dato una scossa, quelle parole dirette che Cat Grant dice a Kara Danvers ma che io mi sono sentita arrivare come fossero pugni nello stomaco. È ora di crescere, Silvia, e questo non vuol dire dimenticare chi sei. Sarò sempre un’amante del divano e dei libri, divorerò sempre episodi su episodi, ma lo farò con la consapevolezza che posso fare qualcosa di grande e di utile. Per me stessa in primis, ma anche per voi che spero mi accompagnerete in questa nuova avventura.

Comfort Zone: perché è bene uscirne

uscire dalla comfort zone

Prima di consigliarvi quali sono i passi giusti da seguire per uscire dalla comfort zone, è fondamentale capire di che cosa stiamo parlando. La comfort zone è uno spazio psicologico dove ogni attività e comportamento si adattano a una modello di abitudini atte a ridurre al minimo lo stress. Fornisce uno stato di sicurezza mentale dove rifugiarsi e offre diversi benefici: felicità, poca ansia e stress ai minimi livelli.

L’idea della comfort zone risale a un classico esperimento di psicologia. Già nel 1908 due psicologi, Robert M. Yerkes e John D. Dodson, hanno spiegato che uno stato di relativo benessere crea un livello costante di prestazioni. Al fine di ottimizzare queste prestazioni, però, abbiamo bisogno di uno stato di relativa ansia, uno spazio in cui i nostri livelli di stress sono leggermente superiori alla norma. Si chiama ‘ansia ottimale’ e si trova appena fuori dalla nostra zona di comfort.

L’ansia ottimale è il luogo in cui la produttività e le prestazioni mentali raggiungono il loro picco. Un aumento delle prestazioni e una maggiore produttività significano riuscire a fare più cose. Quindi, ecco cosa succede quando usciamo dalla nostra comfort zone.
  • miglioriamo la produttività
la comfort zone uccide la produttività. Senza quella sensazione di disagio che scaturisce dall'incombenza di scadenze e aspettative, tendiamo a fare il minimo indispensabile per tirare avanti. Perdiamo unità e l’ambizione di fare di più e non abbiamo la curiosità di imparare cose nuove.
Spingendo i nostri confini al limite, possiamo fare di più e trovare persino modi più intelligenti di lavorare.
  • ci spingiamo verso i nostri limiti
una volta che si inizia a fare un passo al di fuori della propria zona di comfort, diventa più facile gestirsi nel tempo. Ci si abitua a questo nuovo tipo di ansia ottimale, il disagio produttivo, come viene definito, diventa un’abitudine e ci porta a spingerci oltre i nostri limiti.
  • sfruttiamo la creatività
fare nuove esperienze, l’apprendimento di nuove competenze, nuove idee a cui ispirarsi, ecc. provare cose nuove può farci riflettere e ci ispirano a sfidare i nostri vecchi pregiudizi. Un’esperienza positiva che deriva da un disagio ci aiuta a vedere i problemi con una nuova luce e ad affrontare le sfide future con un’energia fuori dal comune.

I benefici che si ottengono dall'uscire dalla zona di comfort sono molti e tendono tutti all’auto-miglioramento. Perché non provarci?

Come uscire dalla comfort zone: 3 + 1 passi da seguire

1. Affronta le tue paure ma fallo a piccoli passi

come uscire dalla comfort zoneÈ uno dei modi migliori per superare le paure e uscire dalla comfort zone. Quello che ci trattiene nel nostro angolino di pace è spesso una paura intrinseca che non riusciamo a vincere.

Se, per esempio, siamo nervosi per un evento sociale che non ci sentiamo in grado di affrontare, diventa difficile anche chiedere alle persone vicine a noi di aiutarci. Prendendo la situazioni a piccoli passi, invece, possiamo farcela. Iniziamo con il salutare e, se proprio facciamo fatica, possiamo iniziare a chiacchierare con persone che non vediamo. Sto parlando di internet e dei tantissimi forum e blog che popolano la rete. Iscrivetevi a una community che rappresenti la vostra passione e cominciate a presentarvi e a chiacchierare con gli utenti. Dopo un po’ vi verrà più facile fare il passo successive: vedersi di persona.

Quindi, per prima cosa è necessario identificare la paura che ci blocca. Poi creiamo un piano che elenchi alcuni piccoli passaggi da adottare per ridurre gradualmente la nostra sensazione di disagio.

2. Prova qualcosa di strano

Un modo per allontanarsi dalla comfort zone è fare qualcosa di nuovo. Grazie, Capitan Ovvio, qualcosa di meno scontato? Certo, l’opzione più interessante potrebbe essere pensare di fare qualcosa di strano. Sì, esatto. Qualcosa di strano.

Se scegliamo la novità saremo più indicati a scegliere qualcosa che sia in linea con la nostra personalità. Quindi le nostre esperienze risultano limitate. Invece, optare per qualcosa che non ci appartiene sì, ci fa uscire lentamente da quella calda e accogliente coperta di Linus che, con il tempo, diventerà ogni giorno sempre più soffocante. Cercate di fare qualcosa che le persone che vi conoscono non penserebbero mai di vedervi fare!

3. Fai nuove conoscenze

Questo ci esporrà a nuove esperienze, opinioni e interessi. E non si tratta solo di incontrare nuove persone. Provate a leggere la biografia di qualcuno di cui non sapete nulla. Potete anche leggere un libro di uno scrittore che non avete mai letto prima, ecc. sono piccoli passi che però fanno tanto e aggiungono un tassello alla volta verso la vostra nuova vita.

Dai una scossa al tuo stato emotivo!

Ci sono tanti altri modi che possiamo fare nostri per darci la famigerata scossa e uscire dalla comfort zone. Ve li ho riuniti in un piccolo elenco per semplificarvi le cose e anche la vita.
  • ascoltate musica motivazionale
  • indirizzate il vostro corpo in atteggiamenti che vi facciano sembrare più sicuri
  • usate l’immaginazione. Chiudete gli occhi e visualizzate il dopo. Cercate di usare la fantasia per immaginare le vostre sensazioni ed emozioni; questo è un modo alternativo e più focalizzato del solito “andrà tutto bene” che ci ripetiamo. Se lo immaginiamo e riusciamo a vederlo, ci auto-convinceremo che sarà davvero così.
  • meditate. No, davvero. Meditate. È molto utile e, oltre a rilassarvi, vi darà una spinta super positiva a livello emotivo che durerà un paio di giorni almeno. Io personalmente ho deciso di puntare sulla Meditazione Mindfulness. Medito due volte al giorno: al mattino appena sveglia e la sera prima di andare a dormire. Non sono una professionista e non medito seguendo guide particolarmente specifiche né tanto meno ho fatto corsi. Semplicemente sto imparando a respirare meglio e a godere del momento presente. E sì, mi sento bene.
Se volete qualche articolo più approfondito sulla meditazione, fatemelo sapere nei commenti. Vedrò di accontentarvi e di darvi nozioni più specifiche.

Conclusione

Cat Grant ha ragione. Uscire dalla zona di comfort non è solo necessario ma un bene per noi stessi. Perché la paura di fallire e persino quella di riuscire, non può e non deve condizionare le nostre vite. Se davvero vogliamo realizzare i nostri sogni e farli diventare realtà, dobbiamo uscire da questo stato apatico e decidere in quale direzione vogliamo andare.

E voi siete ancora bloccati nella vostra comfort zone o avete già imboccato il primo passo per raggiungere i vostri obiettivi? Avete altre perle telefilmesche da passarmi? Qual è stato il personaggio che vi ha spinto a riflettere sulla vostra real life? Insomma, facciamo conversazione, voglio sapere tutto ciò che avete da dire! Forza, serie tv addicted, a rapporto!

Ho ripreso a scrivere!

Cosa avevo scritto nel mio ultimo post? Costanza, questa sconosciuta! Ma a mia discolpa devo dirvi che la maggior parte dei propositi che avevo in mente per me stessa in questo 2017 sono raggiungibili. Ho ripreso a leggere e a scrivere per la soddisfazione personale di raccontare storie ed emozionare con esse.

La dieta? L'estate non aiuta di certo ma ci sto lavorando, giuro. Ora faccio pasti regolari, anche se il pranzo è una tortura: con questo caldo assurdo faccio una gran fatica a mangiare. Ebbene sì, sono una di quelle che più aumenta la temperatura e meno mangia. Sono penosa, perdonatemi!

E purtroppo chi ci ha rimesso è stato il blog, come sempre. Questa creatura sembrava abbandonata a se stessa, l'ultimo pensiero della mia vita. E invece no, penso sempre al mio angolino ma il lavoro mi ha trascinata in una spirale di progetti molto interessanti ma anche tanto sfiancanti. Il più recente, quello a cui sto lavorando in questo periodo, mi ha presa in modo particolare perché centrato sul turismo ligure. Non posso dirvi nulla per il momento, ma appena ho il via libera vi racconterò tutti i dettagli e potrete vedere il risultato del mio lavoro.

A ogni modo, questa accozzaglia di parole prive di un senso comune l'ho scritta per farvi sapere che ho partecipato a un contest letterario particolare e l'ho vinto. Si trattava di scrivere un racconto ispirandosi a un'immagine. Ecco la mia storia per voi:

Immagine racconto contest scrittura
12 anni a Bergeggi

La vita sembra frenetica e sempre allegra in quello che è conosciuto come il borgo storico di Bergeggi. In estate, poi, tutto si riempie di colore e i turisti cominciano a fare capolino per godere delle splendide spiagge e dell’atmosfera storica che si respira nella cittadina.Il mare riempie quei pochi attimi di silenzio con l’infrangere delle sue onde sugli scogli. L’odore di salsedine inebria i polmoni e stuzzica le narici che, finalmente, possono assaggiare dell’aria pulita, lontano dal caos infernale della città.Serena sprizza gioia da tutti i pori, oggi. Quella bambina leggermente paffuta oggi sale l’ultimo gradino che la porta verso un nuovo percorso della sua vita: l’adolescenza. Oggi Serena compie 12 anni e si sente grande, pronta a vivere appieno tutto ciò che l’avventura le mette d’avanti.La giornata è cominciata con un cielo sereno, macchiato da qualche nuvola bianca e dalla consistenza fumosa. A Serena piace sdraiarsi sulla spiaggia e volare con la fantasia, immaginando un mondo fatto di nuvole a forma di animali che parlano e giocano. È così che ha trascorso la mattina del suo compleanno, Serena. Ha giocato un po’ con la sabbia e si è fatta un bel bagno, ridendo delle facce stupite dei turisti a quell’acqua cristallina.Bergeggi per Serena è un posto speciale. Ne sente la storia fatta di leggende e misteri medievali che ancora sono nascosti all’interno delle stradine del borgo.Si fanno le 17 e Serena deve tornare a casa. Gli zii arriveranno tra due ore e ci sarà una bellissima festa, con dolci e giochi. È il bello di vivere in una vecchia casetta a schiera con un po’ di giardino. Oddio, chiamarlo giardino è un po’ troppo esagerato. È più un insieme di terriccio e viottoli circondato da una recinzione di ferro battuto. Ma a Serena piace e la fa sentire come una piccola dama della media borghesia.Serena si riveste, si toglie il suo costume a tinta unita azzurro e rimette quelli che sono il suo habitat naturale: un paio di jeans chiari e una maglietta nera incorniciata da ghirigori dorati sulle maniche. Non un abbigliamento propriamente estivo, ma la maglietta è fresca e va bene così. Infila le scarpe da ginnastica, recupera il suo zainetto e si reimmette sul sentiero che la porta al borgo.Mentre cammina, la musica di Celine Dion le fa compagnia. Canticchia felice A Power of Love e dopo pochi minuti è già a casa. Mamma la attende, rotea gli occhi e ride come suo solito. È impossibile non sorridere alla presenza di Serena, è una bambina così gioiosa che riesce a mettere di buon umore anche i più arrabbiati. Papà è indaffarato nel preparare gli ultimi festoni.<<Serena, sbrigati, tra poco arrivano!>> scuote la testa, suo padre, orgoglioso e un po’ malinconico nel constatare quanto la sua bambina stia ormai diventando un’adolescente. Chissà che guai gli farà passare, la sua piccola peste!I preparativi finiscono appena in tempo, alla porta cominciano ad arrivare i primi ospiti. La zia del paese vicino, lo zio da Genova, i cugini! E affianco alla protagonista della festa, lei, una enorme torta, la preferita di Serena. Rigorosamente gusto cioccolato, aveva chiesto la bambina. Ed era stata accontentata, ma la mamma aveva portato il suo tocco personale, aggiungendo alcune fragole a impreziosire un dolce così intenso. Ed è stata la mossa vincente. Serena taglia la torta e spegne le candeline. E della torta in un attimo non vi erano rimaste che poche briciole. Ma non preoccupatevi, Serena sa come smaltire quelle calorie di troppo e trascina i cugini in una festa infinita e senza tempo.

Propositi 2017: che cosa ho in serbo per me quest’anno?

I miei buoni propositi per il 2017

Ammetterlo lo farà forse sembrare più facile, il 2016 è stato un anno del cavolo, a quanto vedo un po’ per tutti. Tanti buoni propositi, tante promesse fatte e niente di tutto questo è stato mantenuto. Che cosa ho fatto? Ho lavorato. Molto. Ma ho fatto solo questo e non era ciò che avevo in mente.

Le motivazioni sono tantissime, un lutto che mi ha colpita e mi ha lasciata nella totale apatia e problemi con me stessa. Sì, inutile nasconderselo: quando entra in gioco l’apatia e la non voglia di buttarsi sui propri progetti personali non è colpa del tempo che non c’è, ma di un problema con se stessi.

Il 2017 è iniziato come mi aspettavo. Mi sono lasciata alle spalle il dolore, l’ansia, la paura e mi sono rimboccata le maniche. Ho scritto i miei propositi su carta, togliendomi ogni scusa. No, non si procrastina. Non più. Ma che cosa ha in serbo per me il 2017? O meglio, io che cosa ho in mente per questo anno appena iniziato?

I miei propositi per il 2017: voglio cambiare

 

Come sapete sono una blogger freelance e il mio lavoro mi soddisfa, sia perché ne sono innamorata sia perché mi consente di vivere. Ma vivere per lavorare non era il mio progetto quando ho deciso di dare vita alla mia attività, anzi avevo in mente tutt’altro! Ed ecco che per quest’anno voglio accompagnare ciò che amo di più ad altre passioni che avevo lasciato da parte.

Leggere almeno 25 libri

Purtroppo l’anno scorso non ho letto nulla. Mi sono trascinata La biblioteca dei morti per mesi, nonostante mi stesse piacendo molto. Non riuscivo ad andare avanti. Ho provato con altri libri e mi sono accorta che non riuscivo a trovare la serenità che ho sempre avuto nell’immergermi e fantasticare tra quelle pagine.

In questi giorni ho ripreso le mie letture. Come sta andando? Per il momento alla grande: ho quasi finito il primo libro e sono tornate le emozioni.

Mi sono prefissa un obiettivo di 25 libri da leggere quest’anno. Sono molto pochi ma per ricominciare credo sia la cifra giusta. Nulla mi impedisce, però, di aumentarne il numero. Perché fermarsi?

Finire il mio libro

È in stallo da due anni. Troppo. Vale la stessa scusa di prima, non riuscivo più a scrivere per me stessa. Che cosa ho fatto per cambiare? Mi sono prefissata di scrivere almeno una pagina tutte le sere. Per il momento le cose stanno andando bene, alcune sere mi capita di scrivere di più, altre di meno, ma direi che va bene così. L’importante è essere tornata a scrivere.

Essere costante

Questo mi è sempre riuscito solo nel lavoro. Non sono mai stata una persona costante su ciò che mi faceva stare bene, colpa della pigrizia. Iniziavo la dieta e due giorni dopo a pranzo un toast con pancetta e maionese. È la parte che mi pesa di più, l’essere costante. Parto frizzante ma poi le pile si scaricano. E no, gli articoli propinati su internet non mi sono serviti a nulla, non esiste nessuna ricetta miracolosa. Ma tu puoi fare la differenza. Come?

Io mi sono adeguata con un’agenda personale dove inserisco passo passo che cosa voglio durante il giorno, perché lo voglio fare e gli obiettivi che voglio raggiungere. Non ho ancora sgarrato e spero di durare per l’intero 2017. Ci riuscirò? Lo scoprirò nel tempo e spero che voi abbiate voglia di scoprirlo insieme a me.
Tibi

Contest letterario: primo giorno di scuola

Ve lo dovevo. Dopo un'assenza così lunga un post di spiegazioni era doveroso. Ma non lo avrete. Non lo avrete perché è stato un periodo in cui ho capito molte cose e preso decisioni importanti per la mia vita professionale e non. Ci sarà, quindi, un nuovo progetto di cui spero vedrete i frutti nel breve periodo e un progettone che ha bisogno di più tempo. Sono felice? Adesso sì.

E ora posso passare all'argomento di questo primo post del nuovo inizio. La settimana scorsa ho partecipato a un contest letterario del Forum dell'Amicizia in cui bisognava scrivere una one-shot dedicata al primo giorno di scuola. Dato che il concorso è concluso, vi posto il racconto con cui ho partecipato.

Ogni commento è gradito e restate in allerta, sono in programma nuovi post dedicati ad Halloween e al meraviglioso trimestre che ci sta aspettando!



Accovacciata su di uno scomodo muretto, sorseggio il mio caffè al ginseng tra una chiacchiera e un sorriso, mirato ad assecondare i racconti di chi ha trascorso questi ormai conclusi mesi di vacanza in luoghi esotici a divertirsi con una noce di cocco in mano e una palma al riparo dal sole.
Poco più in là, i bambini corrono felici, con i loro grembiuli azzurri e rosa i quali formano un insieme divertente e giocoso. La loro serenità mi pervade, si insedia in ogni angolo della mente. Loro sono ignari di ciò che li aspetta. Questo sarà per loro la prima sfida che dovranno affrontare per diventare grandi.
 
Ricordo ancora con una punta di nostalgia il mio primo giorno di scuola. Era l’ormai lontano 1963, l’aria frizzante dell’autunno mi solleticava i capelli castani che avevo cercato di raccogliere in uno disordinato chignon. Volevo essere perfetta e dare una buona impressione di me. Camminavo lenta sul sentiero scosceso che mi avrebbe portata alla via principale da dove sbucava la piazza, sede della scuola elementare. Il vialetto era colmo di alberi semi-spogli, le prime fogli marroni coprivano il marciapiede e nell’aria si respirava un’atmosfera allegra, proprio come quella di oggi. Tutto era diverso ma anche così uguale…
 
“Sonia, allora, quel caffè sarà ormai ghiacciato!”
la voce di Elisa mi distoglie dai pensieri. Il mio caffè. Quasi l’avevo dimenticato. Il suo odore mi ricordava quello delle caldarroste di cui mi abbuffavo appena uscita da scuola, ora sostituite da merendine al cioccolato e panini imbottiti di prosciutto.
“Hai ragione, pensavo ad altro” le sorrido, grata. Pochi secondi più avanti, la campanella dà il benvenuto a questo nuovo anno.
Mi alzo e con le mani tolgo la ghiaia che si era posata sulla gonna bianca. Non è stata proprio una buona idea, forse avrei dovuto optare per un paio di pantaloni scuri o, per lo meno, una gonna nera sarebbe stata più appropriata. Silenziosa, lascio che il gruppetto di bambini corra all’interno dell’istituto, tutti già sudati. Rido divertita, incapace di rimproverarli.
Con la mia borsa a tracolla sulla spalla, entro finalmente nel corridoio. Prendo un respiro profondo ed entro in classe, pronta per un nuovo inizio.
“Buon giorno, bambini!”

Aggiornamento blog e ripresa attività

Ci siamo. Finalmente!
Quanto tempo è passato, decisamente troppo. Ma Le storie infinite di Tibi riprende la sua attività e le sue pubblicazioni. E questa volta si fa sul serio.

Tenetevi pronti, perché domani sarà online un articolo sull'intrattenimento estivo in Liguria e venerdì parleremo di un progetto molto interessanti che coinvolge tre simpatici ragazzi genovesi.



E ritorno da te...

E ritorno da te, nonostante il mio orgoglio...

La canzone di Laura Pausini calza a pennello come introduzione per questo post che no, non è stato pensato e concepito come articolo.
Lo so, dovrei pubblicarne e non avete la più pallida idea di quanti titoli io abbia all'interno del calendario editoriale del blog. Articoli che ho come bozza ma che non ho ancora avuto il modo, il tempo e, perdonatemi, la voglia di portarli a termine perché la precedenza è stata data al lavoro.

Mi ritrovo tra queste sperdute lande per spiegare la mia lunghissima assenza. Sì, questa volta non ho proprio potuto passare neppure per linkare un video e farvi capire che sono viva, perché no, non lo sono stata. Non in senso letterale del termine, ovviamente. XD

Dunque, dopo una ventina d'anni di trepidante assenza, ho subito un intervento chirurgico importante che mi sta cambiando la vita. Sul serio. Ma questa operazione è stata complicata e la riabilitazione lo è ancora di più. Questo periodo, infatti, lo sto dedicando a me stessa, nel ricominciare a vivere e nel ripartire alla grande. Si tratta per me di un percorso delicato che sto affrontando come viaggio, una strada che percorro per poter l'anno prossimo tornare in grande stile.
Per me, infatti, il 2016 è un anno di transizione che mi porterà, spero, a fare un enorme passo in avanti per realizzare i miei sogni.

Non temete, non ho intenzione di abbandonare il blog. Ho voglia di curarlo e di farlo crescere. Ma con calma.

A presto!
Tibi

Family business

Riappaio tra queste lande per proporvi una fanfiction scritta per un contest nato su una community LiveJournal che, purtroppo, ha chiuso i battenti.
Come la maggior parte delle persone che mi conoscono sanno che una delle mie serie tv preferite è Supernatural di cui vi parlerò nel prossimo post mercoledì. Ho quindi deciso di farvelo assaggiare con una storia di appena 100 parole, giusto per inaugurare il blog nel 2016, anno che è cominciato con il botto e con moltissimi cambiamenti. Sì, vi parlerò anche di quelli, non appena riesco ad assestarmi, ecco.

Ma bando alle ciance ed ecco a voi Family Business!

Ti sei appena svegliato in un letto di ospedale. Brevi flash di ricordi combattono per venire a galla: la lotta contro il Demone, la collisione con un tir, poi il vuoto assoluto.
Seduto su una sedia, tuo padre ti guarda appena. I suoi occhi sono colmi di lacrime, così diversi da come li hai visti l'ultima volta. La sua mano si posa, delicata, sopra la tua spalla: deve dirti qualcosa.
Brividi scorrono lungo la schiena, mentre fiumi di parole rimbalzano impazzite nella mente. Non riesci a credere a ciò che esce dalla sua bocca, parla di Sam:
“Salvalo o uccidilo”.

Il Natale a casa Tibi

 photo 71877E1C-B915-49F8-BF4D-C23CC166BA57_zpstdvzqkxy.jpgSono di nuovo qui. Già. Ne è passato di tempo, vero?
No, non sono sparita. Sì, ok, forse lo sono. Giusto un po'. Non te la prendere, caro amico, non mi sono dimenticato di te. La vita esterna mi ha inghiottita in un vortice di impegni, lavorativi e non, tale da essere costretta a mettere da parte questo angolino.

Ma il blog mi manca, parecchio. Lui è un pezzo di me, fa parte di me. E ho intenzione di rimettere a posto i cocci e di prendermene cura come merita. 

Voglio iniziare così, donandoti le immagini delle decorazioni natalizie che ora adornano casa. E non preoccuparti, ho un pacchetto di articoli dedicati alle feste di Natale da postare!

Tremate, tibi è tornata!



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